IL NOSTRO 9 MAGGIO DURA TUTTO L’ANNO!

Come AICCRE stiamo celebrando la Festa dell’Europa, sia con iniziative a livello nazionale che regionale, ma per noi la Festa dell’Europa dura 365 giorni l’anno, così Carla Rey e Stefano Bonaccini, rispettivamente Segretario generale e Presidente dell’AICCRE, in occasione della Festa dell’Europa che si celebra oggi.

“L’AICCRE, come ha sempre fatto, mette da parte la retorica e crede che il miglior modo per festeggiare l’Europa sia quello di osservare la fase storica che essa sta vivendo con concretezza e realismo. Stiamo attraversando un periodo che sta mettendo a dura prova la tenuta degli enti locali e regionali da un lato ed il processo di integrazione europea dall’altro: la crisi legata all’arrivo sulle nostre coste di migliaia di rifugiati, i deficit pubblici, la disoccupazione, le disuguaglianze, il cambiamento climatico”.

“In questo contesto di crisi politica ed economica – continuano Rey e Bonaccini – l’Europa ha bisogno oggi più che mai del nostro contributo attivo e quotidiano: è ormai indispensabile risvegliare lo spirito europeo attraverso iniziative concrete di cui l’AICCRE vuole farsi promotrice. Molti ormai mettono in discussione le più importanti realizzazioni del faticoso processo di integrazione europea, come la libera circolazione delle persone e la moneta unica.
Bisogna assolutamente eliminare questo negativo rumore di sottofondo. Siamo fermamente convinti che gli europei non potranno uscire dalla crisi se non sapranno costruire gli Stati Uniti d’Europa. Per far questo è però necessario coinvolgere pienamente nel Sistema Europa i cittadini e le istituzioni ad essi più vicini: gli enti locali e regionali. I cittadini e gli amministratori locali chiedono all’Europa progetti per riavviare crescita ed occupazione, chiedono un governo europeo efficace che sappia risolvere i loro problemi”.

“La rinnovata AICCRE – sottolineano i dirigenti dell’Associazione – ha intrapreso una strada che va in una univoca direzione: siamo il ponte verso l’Europa e vogliamo trasmettere ai nostri associati, i poteri territoriali, le potenzialità ed i benefici che derivano dall’appartenenza all’Unione. Per questo, la battaglia politica per la federazione europea deve essere accompagnata sì da un impegno culturale e politico, ma anche dal fornire agli amministratori locali italiani risposte immediate alle loro esigenze: le corrette conoscenze per utilizzare in pieno i fondi europei; la loro partecipazione attiva in Europa, lì dove si prendono le decisioni che hanno ricadute dirette sulle politiche territoriali. Inoltre, continueremo con sempre maggior impegno, sia sul piano nazionale che europeo, ad essere al fianco dei sindaci di quei comuni che stanno fronteggiando il flusso migratorio, facendo ulteriori pressioni sulle istituzioni europee affinché eroghino loro fondi diretti. Siamo convinti che solo un lavoro costante sul territorio può far rinvigorire l’entusiasmo per una Europa unita e democratica, per la quale lottiamo da più di sessanta anni”.